venerdì 29 maggio 2009

Intervista a Tobia Iodice autore di "Il rumore del male"

Il saggio di Tobia Iodice ed Umberto Rollino ci dice come nasce la Camorra, fa comprendere perché riesce ad attecchire ed analizzando le figure di alcuni “capi storici” sottolinea le colpe della Politica



Docente nonché Responsabile Culturale delle attività della Pro Loco di Giugliano, Tobia Iodice ha già al suo attivo due pubblicazioni che riguardano la nostra città: “La Congregazione E La Cappella Di Maria SS Della Pace” (2001); dove l'autore, con questo testo che è parte di un ben più amplio progetto, ci presenta la riapertura dopo circa 15anni della Cappella dell'A.G.P., ed a seguire: “30Anni Di Furti D'Arte”, nella città di Giugliano in Campania (2004, entrambi richiedibili in Pro Loco) con il quale lo scrittore ci mostra, in modo quasi rabbioso direi, i capolavori trafugati ed ormai, in maggior parte, perduti per sempre: un documento, questo, che tutti dovrebbero avere, per poi meditare sull'inettitudine riservata alla nostra ricchezza culturale.
I due volumi appartengono ad un recente passato; noi adesso siamo con Tobia per parlare del suo recentissimo: Il Rumore Del Male storia, capi ed affari della camorra (CentoAutori Edizioni); un saggio, scritto insieme ad Umberto Rollino, che traccia il profilo cronologico di una delle piaghe più virulente che ha martoriato e continua a farlo la Campania: La Camorra.

D. Tobia, innanzitutto vuoi presentarci il coautore di questo volume?
R: Umberto Rollino è un collega col quale ho avuto l’onore di lavorare per diversi anni. Laureato in Storia e Filosofia, oggi vive in provincia di Milano, dove tiene degli affollati corsi di Storia della Filosofia per adulti.

D. Come e perché vi è nata l'idea di pubblicare questo ennesimo libro sulla Camorra?
R: Come abbiamo raccontato nella Prefazione al nostro saggio, l’idea di scrivere questo libro è nata nel novembre 2007, all’indomani di una conferenza che abbiamo tenuto a Milano. Confrontandoci con i presenti a quell’incontro, ci siamo resi conto che la camorra, benché sia un fenomeno di proporzioni nazionali, risulta in molte parti del Paese ancora sconosciuta. Abbiamo, quindi, deciso di colmare questo vuoto.

D. Il volume è suddiviso in due analisi: la cronistoria della Camorra, ed i personaggi che maggiormente ne hanno decretato l'escalation. Perché avete pensato di strutturare il saggio in questo modo?
R. Tale scelta nasce da una constatazione che abbiamo fatto da lettori. Oggi, in libreria, ci sono sostanzialmente due tipi di volumi sulla mala napoletana. Uno dedicato alla storia di questa associazione criminale e l’altro ai suoi capi. Noi abbiamo voluto fondere queste due tipologie, così da offrire al lettore sia un quadro di maggiore completezza, sia la possibilità di conoscere tutto ciò che si sa sulla camorra acquistando un solo libro.

D. La politica, a quanto si evince, riveste un ruolo fondamentale affinché determinate azioni camorristiche vadano a buon fine.
R. L’abbraccio mortale tra politica e camorra è alla base della sua evoluzione da semplice fenomeno di delinquenza a Sistema economico – sociale. La Politica ha storicamente enormi responsabilità. Anche quella giuglianese, ad onor del vero!

D. Dicevo questo per chiederti: se affermo che non ci sono politici corrotti bensì delinquenti che si travestono da politici per attuare i loro piani, quanto sono lontano dalla verità?
R. Non molto, anche se c’è una precisazione da fare. La camorra degli anni Ottanta e Novanta ha cercato la grande Politica, l’ha corteggiata, ricavandone enormi profitti. Oggi tale interessamento verso la Politica nazionale è andato scemando. La camorra di oggi ha più interesse ad avere tra le sue fila un politico locale, capace di fargli avere un appalto, una concessione edilizia, che un parlamentare. Anche questi sono gli effetti del Federalismo verso cui il nostro Paese si sta avviando.

D. Una curiosità, quanto tempo avete dedicato a questo libro?
R. La fase di documentazione ci ha portato via quasi otto mesi; altrettanti sono occorsi per la stesura.

D. Credi che i tempi siano maturi per sconfiggere definitivamente questo fenomeno, oppure dovremmo convivere per sempre con coloro che sostituiscono come e quando vogliono lo Stato?
R. La camorra sarà sconfitta quando sarà distrutta la mentalità camorristica, che vuol dire innanzitutto cercare il sotterfugio, la via più breve per ottenere quelli che sono dei diritti.

D. A tuo avviso, perché i ragazzini inneggiano alla Camorra? I Camorristi hanno un fascino particolare che attrae i giovani?
R. La camorra ha sempre puntato sulla fascinazione, sull’affabulazione delle masse. Il suo perverso inganno è stato sempre di offrire dei miti, dei punti di riferimento a tanti giovani che non hanno più, o non hanno mai avuto, né l’uno né l’altro.

D. Un ultima domanda. Hai tracciato il profilo di alcuni capi; chi sono nello specifico e perché proprio questi?
R. I capi sono Cutolo, Alfieri, Schiavone e Di Lauro. Cutolo perché è stato il primo a portare la camorra nei salotti buoni della Politica. Alfieri è importante perché non solo ha completato il percorso avviato dal Professore di Ottaviano, ma ha sfruttato l’abbraccio politica – mala per costruire un impero economico spaventoso. Schiavone, invece, è l’uomo simbolo della nuova camorra, di quella che uccide e poi, con le mani ancora sporche di sangue, si siede al tavolo degli affari con imprenditori senza scrupoli. Paolo Di Lauro, infine, è il più grande narcotrafficante dell’Occidente. L’uomo che ha trasformato Scampia nel più vasto mercato di droga al mondo. Ciascuno a modo suo questi quattro criminali hanno scritto o scrivono ancora pagine dolorose di sangue per l’Italia e non solo.

Un Saggio, ripeto, che si legge in modo scorrevole, quasi come romanzo, arricchito di particolari che porteranno ad un'ulteriore e dettagliata rilettura di quanto già emerso nel corso di tantissime indagini/inchieste; ci istruisce sull'escalation, dalle origini ad oggi, della Camorra e dei suoi capi, e ci fa capire come sia stato possibile il suo sviluppo. E ci dice che quando la Camorra ammazza, fa rumore; quando la Politica tace, fa male.

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