Hanno sfilato in 300mila, secondo gli organizzatori, in un serpente dai mille colori caratterizzato da slogan e carri ironici come quelli dedicati al «Papi Gay» o al «Camper anticiarpame». Ma il corteo del Gay pride di Roma 2009, partito da Piazza della Repubblica e giunto in piazza Navona, è stata soprattutto una manifestazione per chiedere conto dei mille diritti negati.
Una kermesse come al solito allegra e folkloristica ma anche un modo per testimoniare impegno civile e diritto di «cittadinanza» per gay e lesbiche. Insieme in 300mila lungo via Cavour, via dei Fori Imperiali, Piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, Largo Argentina e Corso Vittorio Emanuele prima di giungere a piazza Navona dove la manifestazione si è conclusa. Venti i carri allegorici, tanti i cartelli con su scritto «Habemus papi» e l'immagine del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi con la bocca aperta in segno di smorfia.
Lo striscione con lo slogan - leit motiv del corteo - «Liberi tutti, libere tutte», ha aperto la manifestazione. I carri, organizzati dal circolo «Mario Mieli-Mucca assassina», hanno attinto a piene mani con la loro ironia alla recente attualità «in risposta a una politica che si permette di tacciare il Pride di volgarità e immoralità». Hanno spiegato gli organizzatori. Nel «Camper Anticiarpame», sempre organizzato dal «Mario Mieli», sono stati apposti cassonetti dell'immondizia in cui i manifestanti hanno gettato foto dei politici e articoli di giornali «con dichiarazioni razziste e omofobiche».
Tanti i cartelli contro il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, bersaglio «storico» dell'ironia del popolo gay: Alcuni partecipanti hanno sorretto cartelli con su scritto: «Carfagna dice: gay costituzionalmente sterili. I gay rispondono: cervello della Carfagna sterile ad ogni forma di intelligenza». «Vogliamo la parità di diritti e di doveri». Ha detto il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, ricordando che dopo la manifestazione dell' orgoglio omosessuale, il 27 giugno si sta continuando la preparazione a Genova del Pride nazionale.
«Migliaia di persone, etero, giovani, ragazze, famiglie hanno sfilato oggi a Roma per riaffermare il diritto di tutte e di tutti a vivere in un Paese laico e democratico - ha detto Mancuso -. Dalla richiesta del matrimonio civile alla necessità di norme contro le discriminazioni che combattano realmente la violenza omofobica che in questi giorni è tornata a colpire a Roma come a Verona, il popolo delle vere libertà ha dimostrato ancora una volta che un altro Paese è possibile».
Tra le tante presenze di politici spiccava quella del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti: «Il Pd è l'incontro tra diverse culture e sensibilità che con la loro convivenza arricchiscono l'Italia - dice Zingaretti -. A tutti dico: non dobbiamo aver paura, ci sono cose fondamentali come la lotta alla discriminazione, la vicinanza ai diritti delle minoranze, la ribellione contro l'incitamento all'odio per il colore della pelle o l'orientamento sessuale».
Sul carro del comitato il richiamo a Stonewall, nel quarantennale della rivolta newyorchese che la comunità lgbtq idealmente riconosce come il momento di nascita del movimento lesbico, gay, bisessuale, transessuale/transgender e queer. In ricordo di quel momento l'animazione in perfetto stile anni sessanta/settanta ha condotto il corteo per le strade del Centro. «La volgarità è quella dell'attuale politica, non di gay, lesbiche e transessuali che sfilano in piazza per i diritti». Per Rossana Praitano, presidente del circolo Mario Mieli, è importante che «dopo le innumerevoli peripezie tecniche e burocratiche il RomaPride ha finalmente ottenuto un percorso degno della manifestazione. Una ventina di ragazzi hanno girato nel corteo del Roma Pride indossando una maglietta nera con una scritta bianca «My name is Noemi». Hanno sfilato anche automobili con la scritta «Just married from Hawaii» e «Oggi sposi? Domani», oltre ad una auto con due lesbiche vestite da spose. In corteo anche lo striscione: «Rassegnatevi, siamo ovunque».
Intanto vi lascio un video (siamo in tema) del nostro ministro delle pari opportunità. Pari opportunità??? lascio a voi dire che ministro è...
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