Umberto Bossi ha salutato l’inno nazionale con il dito medio. Ha chiesto che al Nord non insegnino più insegnati meridionali. Tutti ne parleranno domani e la Lega avrà ottenuto il suo obiettivo. Quello di cancellare dall’informazione il suo appoggio alle leggi ad personam per Silvio Berlusconi che hanno reso il Paese più insicuro e i criminali molto più tranquilli.
E' costretto a farlo, per nascondere il suo fallimento nel proporre nell’agenda politica come priorità il federalismo fiscale e dover invece votare in autunno le leggi che metteranno il bavaglio alla Giustizia e ripristineranno l’immunità parlamentare.
La Lega deve alzare i toni per evitare che il suo elettorato capisca che il federalismo è una pistola scarica e che le promesse di una maggiore sicurezza sono state sacrificate alla sicurezza di non finire in carcere di Berlusconi. La Lega è oggi una via di mezzo tra un cane da pagliaio e una tigre di carta. La sua unica funzione è quella di proteggere gli interessi del Presidente del Consiglio. Alle prossime europee chi l’ha votata non potrà non ricordarsene.
Di seguito riporto anche il profilo di Umberto Bossi tratto dal libro "Se li conosci li eviti" di MarcoTravaglio e Peter Gomez.
Fedina penale: Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitengante Enimont; condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e imputato in altri procedimenti penali.
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